Dal documentario della PBS censurato in Italia.
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Alexander Stille (New York, 1957) è un giornalista e scrittore statunitense. È autore di d
Alexander Stille (New York, 1957) è un giornalista e scrittore statunitense. È autore di diversi articoli e libri, incentrati principalmente su soggetti della politica e della società italiana, e in particolare su temi di mafia. Collabora con diversi giornali statunitensi -in particolare The New Yorker e il The New York Times- ed è corrispondente per alcuni giornali italiani, fra cui il Corriere della Sera. Figlio del giornalista italo-statunitense (ma di origini moscovite) Ugo Stille, Alexander Stille ha studiato all'Università di Yale, per poi specializzarsi alla scuola di giornalismo della Columbia University. All'epoca in cui suo padre fu direttore del Corriere, ha vissuto per un breve periodo in Italia, imparando a conoscerne la politica e gli aspetti sociali e culturali, per poi tornare negli Stati Uniti. Alexander Stille attualmente vive a New York, ed è professore di giornalismo presso la Columbia University. (da Wikipedia)
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Aggiunto: 3 mesi fa
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"In nessuna teoria democratica si mette in dubbio il fatto che una delle caratteristiche d
"In nessuna teoria democratica si mette in dubbio il fatto che una delle caratteristiche di una dittatura sia il monopolio dell'informazione. In questo caso c'è quasi un monopolio dell'informazione... cosa fa alla democrazia? La distrugge nella sostanza."
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Dal documentario della PBS censurato in Italia.
Aggiunto: 3 mesi fa
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483. Quando è moralmente consentito l'uso della forza militare?
L'uso della forza milit
483. Quando è moralmente consentito l'uso della forza militare?
L'uso della forza militare è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni: certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione.
484. In caso di minaccia di guerra, a chi spetta la valutazione rigorosa di tali condizioni?
Essa spetta al giudizio prudente dei governanti, cui compete anche il diritto di imporre ai cittadini l'obbligo della difesa nazionale, fatto salvo il diritto personale all'obiezione di coscienza, da attuarsi con altra forma di servizio alla comunità umana.
485. In caso di guerra, che cosa chiede la legge morale?
La legge morale rimane sempre valida, anche in caso di guerra. Essa chiede che si trattino con umanità i non combattenti, i soldati feriti e i prigionieri. Le azioni deliberatamente contrarie al diritto delle genti e le disposizioni che le impongono sono dei crimini che l'obbedienza cieca non serve a scusare. Si devono condannare le distruzioni di massa come pure lo sterminio di un popolo o di una minoranza etnica, che sono peccati gravissimi: si è moralmente in obbligo di fare resistenza agli ordini di chi li comanda.
486. Che cosa bisogna fare per evitare la guerra?
Si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare in ogni modo la guerra, dati i mali e le ingiustizie che essa provoca. In particolare, bisogna evitare l'accumulo e il commercio delle armi non debitamente regolamentati dai poteri legittimi; le ingiustizie soprattutto economiche e sociali; le discriminazioni etniche e religiose; l'invidia, la diffidenza, l'orgoglio e lo spirito di vendetta. Quanto si fa per eliminare questi ed altri disordini aiuta a costruire la pace e ad evitare la guerra.
http://www.vatican.va/archive/compendium_ccc/documents/archi ve_2005_compendium-ccc_it.html
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clip tratta dal bellissimo film di Sabina Guzzanti.
Con Sabina Guzzanti, Cinzia Leone,
clip tratta dal bellissimo film di Sabina Guzzanti.
Con Sabina Guzzanti, Cinzia Leone, Pierfrancesco Loche, Stefano Masciarelli, Francesca Reggiani, Antonello Fassari.
Recensione di Tullio Kezich: Sabina Guzzanti la conoscono tutti, si sa che è un'attrice dotatissima, un'ispirata autrice di monologhi e una satirica impegnata. Ma nessuno finora si è accorto che è anche una straordinaria regista di cinema. Com'è che l'ho capito solo io vedendo alla Mostra di Venezia Le ragioni dell'aragosta? Sono un critico più bravo degli altri? No, sono semplicemente uno che segue poco la tv, per cui di quei simpatici reduci della trasmissione Avanzi presenti nel film, da Pierfrancesco Loche a Francesca Reggiani, da Cinzia Leone a Stefano Masciarellí e Antonello Fassari, non ne sapevo molto. Il che mi ha permesso di seguire i loro casi, le sortite e le crisi come riguardassero dei personaggi di fantasia. Qualcosa che nel fare la cronaca dell'allestimento di uno spettacolo si muove nel solco del goldoniano Il teatro comico e dei Sei personaggi di Pirandello, ma anche di tanti musical hollywoodiani. Sabina e la sua ganga devono metter su una gran recita di beneficenza per i pescatori sardi danneggiati dalla progressiva sparizione delle aragoste, ma nel corso della preparazione emergono le difficoltà, i dubbi e le crisi. Sembra uno dei soliti «making off» girati a ridosso di un evento artistico, ma in finale si scopre-che l'evento non è mai esistito. Narrato con una leggerezza di tocco che sa alternare il pedale dei brio con quello della commozione, tutto nasce dalla fantasia di un'autrice che sa scrivere, girare, recitare, dirigere gli attori e montare (serve altro?) meglio di qualsiasi regista della pattuglia italiana che al lido non ha fatto faville. Da Corriere della Sera magazine, 13 settembre 2007
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Aggiunto: 3 sett. fa
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