L'inferno, con a capo Belzebù, decide di inviare sulla Terra l'Arcidiavolo Belfagor al fin
L'inferno, con a capo Belzebù, decide di inviare sulla Terra l'Arcidiavolo Belfagor al fine di sterminare l'ultima razza di streghe traditrici del Diavolo... Storia, disegni, animazioni e montaggio Pepox83. Musiche Aliex85.
The hell, with to head Belzebù, decides to send on the Earth the Devil Belfagor with the purpose to exterminate the last race of traitorous witches of the Devil... History, sketches, animations and assemblage Pepox83. Music Aliex85.
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Simpatico e divertente combattimento a colpi di matita... Musiche di Aliex85!!!
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La terra è prossima alla distruzione totale. Chi avrà l'arduo compito di salvarla dalla de
La terra è prossima alla distruzione totale. Chi avrà l'arduo compito di salvarla dalla devastazione imminente: la destrezza e il coraggio di un giovane cavaliere feudale teletrasportato a ritroso nel tempo da automi multifunzionali, o forse le tecniche superiori dei ninja estremi o ancora la supremazia galattica del caccia interstellare che lotta contro la dittatura della corporazione AntraCity....
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"Scritto con il sangue", "Il male", "I delitti della mantide", "Cagliostro", "Il marchio r
"Scritto con il sangue", "Il male", "I delitti della mantide", "Cagliostro", "Il marchio rosso", "Il cervello di Killex", e tante altre disavventure che hanno portato alla disperazione e alla costernazione della persona in quanto tale...questo è il volto di un uomo lacerato dal terrore...
Dylan Dog:
Aspetti salienti
Il suo nome è stato ripreso dal poeta Dylan Thomas, ed è il nome che Tiziano Sclavi dà ad ogni personaggio prima di scegliere il vero nome da dargli, solo che stavolta non è cambiato. La caratterizzazione grafica di Dylan Dog (realizzata da Claudio Villa e attuata per la prima volta da Angelo Stano) è ispirata all'attore Rupert Everett per richiesta dello stesso Sclavi, e l'ambientazione tipica è quella di Londra, dove il protagonista vive al numero 7 di Craven Road. Il nome della via è stata scelta in onore di Wes Craven, sceneggiatore e regista del popolare film Nightmare, che ha reso celebre il terribile personaggio Freddy Krueger, sebbene in realtà a Londra esistano diverse vie omonime; esiste, tuttavia, una sola "Craven Road" nel centro cittadino, a Westminster (le altre sono piuttosto periferiche), ed al civico sette vi è un ristorante italiano.
L'abbigliamento è uno dei suoi elementi caratteristici: veste sempre allo stesso modo, camicia rossa, giacca nera, jeans blu e scarpe clarks. Anche durante la brutta stagione non porta mai né cappotto né ombrello, poiché il cappotto «rovinerebbe il suo look» mentre dell'ombrello pensa: «Lo trovo un'invenzione inutile. Specialmente quando non piove».
La vera ragione del suo abbigliamento ripetitivo è nel numero 200 dove Dylan compra 12 completi identici e pensa: L'elaborazione del lutto è una cosa strettamente personale, vale per tutti. Anche per me. Nella storia, infatti, che riprende quella lasciata in sospeso sullo specialissimo numero 121 della serie, Dylan è innamorato di Lilly, un'irlandese militante nell'IRA che verrà arrestata e morirà, in condizioni disumane, nel carcere penitenziario di Dartmoor. Sarà il ricordo della sua amata a ispirare Dylan per quella che negli anni diventerà la sua "divisa", in memoria degli abiti che indossava durante l'ultimo incontro con Lillie. È inoltre da notare come non tutte le versioni date negli anni dagli autori di Dylan Dog convergano su questo punto (cfr. lo speciale Dylan Dog e Martin Mystère).
Dylan Dog è astemio dopo aver avuto un passato da alcolizzato, anche se nel secondo albo lo si vede bere una birra in bottiglia (che nella Granderistampa è stata "trasformata" in aranciata). In molti albi, inoltre, si definisce, o viene definito da Groucho, «un astemio che si dimentica spesso di astemiarsi». Oltre ad essere astemio Dylan è vegetariano abitudine probabilmente dovuta al suo grande amore per gli animali. Anche per questo, la figura di Dylan Dog è stata spesso (soprattutto durante le vacanze estive) al centro di campagne animaliste e contro l'abbandono degli animali.
Dylan nutre scarso interesse per i molti aspetti della vita moderna. Non ama i telefoni cellulari e per tenere il proprio diario si affida a penna d'oca e calamaio. Ama molto leggere, in particolare la poesia, la musica, in cui i suoi interessi spaziono da quella classica a generi piu' moderni come heavy metal, e i film horror. Nonostante sia perennemente in bolletta non nutre particolare interesse verso il denaro. La sua tariffa da investigatore privato è di 50 sterline al giorno più le spese, aumentata pare a 100 a partire dall'albo n.145.
Biografia immaginaria
La vita di Dylan Dog è stata parzialmente rivelata nei seguenti numeri della serie regolare: 1 (L'alba dei morti viventi), 7 (La zona del crepuscolo), 25 (Morgana), 43 (Storia di nessuno), 74 (Il lungo addio), 100 (La storia di Dylan Dog), 121 (Finché morte non vi separi), 151 (Il lago nel cielo), 200 (Il numero duecento), 241 (Xabaras!), 242 (In nome del padre).
Nel 1686 (trecento anni prima dell'uscita del primo albo) lo scienziato alchimista Dylan Dog senior, insieme alla moglie Morgana e al figlioletto Dylan junior (di appena tre anni), è al comando di un galeone alla ricerca dell'ultimo componente che gli permetterà di realizzare il siero dell'immortalità. Il viaggio per mare ha dato i suoi frutti: l'ultimo ingrediente sembra essere stato trovato nel corpo di uno sconosciuto mollusco marino. Dylan senior arriva così ad ultimare il siero e decide di sperimentarlo su se stesso e su Morgana.
Nel frattempo, però, si scatena la rivolta dell'equipaggio. I marinai decidono di ribellarsi al comandante, ed uno di essi gli spara proprio poco dopo che si era iniettato il siero. L'effetto è devastante: Dylan senior non muore, ma lo sconosciuto mollusco si rivela un demone che decide di punire le ambizioni di immortalità dello scienziato.
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Aggiunto: 6 mesi fa
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Una giovane donna, Selly Parker, si ritrova intrappolata, per un sinistro motivo (che non
Una giovane donna, Selly Parker, si ritrova intrappolata, per un sinistro motivo (che non sto a spiegare),in una dimensione oscura dalla quale è impossibile uscire...
L'oscurità o buio o tenebra (anche se usato più spesso al plurale) è l'assenza di luce. I sentimenti dell'uomo in assenza di luce sono stati fonte di metafore nell'ambito della letteratura e di simbolismo nell'arte. In questo campo, con l'uso del chiaroscuro, l'oscurità enfatizza o contrasta la luce.
Generalmente l'oscurità viene abbinata al male o al peccato. È possibile riscontrare il significato negativo dell'oscurità nella Divina Commedia di Dante: nei primi versi, infatti, il poeta toscano si ritrova in una selva oscura.
La dimensione (dal Latino dimensio, "misura") è, essenzialmente, il numero di gradi di libertà disponibili per il movimento in uno spazio. Nell'uso comune, le dimensioni di un oggetto sono le misure che definiscono la sua forma e la sua grandezza. Questo significato è collegato all'uso che se ne fa in quest'articolo, ma se ne discosta sotto diversi aspetti.
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Aggiunto: 1 anno fa
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Una tecnica avanzata di disegno digitale con l'uso di un super programma professionale ad
Una tecnica avanzata di disegno digitale con l'uso di un super programma professionale ad alti livelli (Paint) e uno strumento per la rappresentazione e creazione grafica di un modello stilizzato (il mouse).
I ragni (Araneae Clerck, 1757) sono un ordine di artropodi che comprende circa 400.000 specie.
Lo studio dei ragni è noto come aracnologia.
Ha due tagma (parti del corpo), otto zampe, la bocca incapace di masticare e non è dotato di ali.
Le dimensioni variano notevolmente da specie a specie.
Il Patu marplesi della Samoa Occidentale ha una dimensione di mezzo millimetro, mentre i ragni più grossi conosciuti appartengono al genere Theraphosa (Theraphosa blondi e Theraphosa apophysis) delle foreste del Guyana: sono stati ritrovati degli esemplari che superavano i 30 cm da zampa a zampa (legspan), mentre solo l'addome può superare i 10 cm.
Abitudini
Sono animali predatori.
Anche se il ragno è famoso per essere un grandissimo costruttore di ragnatele, che sono lo strumento di cattura per le prede, molte specie di aracnidi si sono evolute utilizzando diversi tipi di caccia. Esistono ragni come le tarantole (appartenenti alla famiglia Theraphosidae) che cacciano a terra, a volte usando cunicoli e tenendo imboscate contro le loro prede. Ci sono ragni che passano la loro vita sotto la superficie dell'acqua come la Argyroneta aquatica, volgarmente conosciuta anche come ragno palombaro, che riesce a respirare creando una bolla d'aria nella sua tela subacquea.
Se la tattica dei ragni varia a seconda della specie e del territorio in cui vivono, i ragni uccidono sempre mediante iniezione di veleno nel corpo delle proprie vittime. Contrariamente a quello che si pensa, il ragno non si difende mordendo il predatore, bensì nei casi dove si trova in pericolo, il ragno strofina le zampe posteriori rilasciando così i suoi peli, che se a contatto con il sistema respiratorio, possono provocare irritazioni e gravi danni a persone che soffrono di disturbi respiratori.
La vita media di una ragno è di pochi anni, anche se non vi sono prove certe sulla loro longevità. Una femmina di tarantola, per esempio, può arrivare a vivere fino a 20 anni.
I ragni non sono animali aggressivi, di fronte al pericolo scelgono sempre la fuga, e attaccano solamente quando li si mette in una condizione che li impossibilita a fuggire.
Certi ragni possono cambiare pelle una volta nella propria vita per guarire dalle ferite e dai segni del tempo.
Il filo dei ragni è costituito da una pasta proteica che indurisce al contatto con l'aria: è poco denso ma molto resistente. Non tutti i ragni usano il filo per tessere la tela. Alcuni lo usano per salire e scendere, come degli acrobati, per avvolgere le uova, o anche come un "paracadute" per farsi trasportare dal vento. Alcuni ragni respirano attraverso polmoni, cavità interne in cui l'aria scambia gas con l'emolinfa. Altri posseggono un sistema di trachee, tubi semirigidi di cutina che, ramificandosi, portano l'aria direttamente ai tessuti. I ragni si nutrono di altri artropodi. Usano i cheliceri per forare l'esoscheletro della preda, da cui succhiano l'emolinfa ed i tessuti molli mediante un'appendice boccale a forma di cannuccia.
Rapporti con l'uomo
Sulla presunta pericolosità dei ragni spesso si sentono affermazione del tutto errate. Innanzitutto va fatta una precisazione, ovvero che tutti i ragni sono velenosi. Come detto, l'aracnide per uccidere le sue prede vi inietta del veleno, il quale può avere differenti sintomatologie nel corpo della vittima, ma che nella maggioranza dei casi colpisce il sistema nervoso e respiratorio. La morte da veleno di ragno, per le vittime avviene mediante paralisi seguita da un blocco respiratorio letale. Non esiste una classifica sicura che determini quale sia il ragno più velenoso del mondo, ma si possono fare delle ipotesi analizzando la neurotossicità del veleno. La tossicità del veleno di un ragno non dipende assolutamente dalle proprie dimensioni, basti pensare all'italiana Malmignatta (Latrodectes tredecimguttatus) parente stretta della vedova nera, che misura pochi centimetri, ha un veleno nettamente più tossico di alcune specie di tarantole. Anche se il suo veleno non è letale all'uomo, causa fortissimo dolore alla parte colpita.
I ragni più pericolosi per l'uomo vivono in Australia e spesso sono molto aggressivi.
Il ragno volgarmente detto Australian funnelweb (Atrax robustus) può causare un edema polmonare anche ad un uomo adulto in buona salute se questo non possiede l'antidoto. La femmina è grande circa il doppio del maschio, anche se quest'ultimo ha un veleno 5 volte più tossico; sia la femmina che il maschio rientrano nelle 4 specie più pericolose per l'uomo.
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Due lottatrici micidiali e fantasmagoriche si affrontano in un combattimento senza limiti
Due lottatrici micidiali e fantasmagoriche si affrontano in un combattimento senza limiti con le tecniche più evolute e avanzate di arti marziali. Finale consigliato solo ad un pubblico adulto...
Con arte marziale si intende una disciplina legata al combattimento che raccoglie al suo interno determinate pratiche e tecniche codificate fondate a loro volta su particolari principi fisici, culturali e filosofici.
Il termine è entrato nell'uso agli inizi degli anni sessanta quando vennero introdotte in occidente le arti marziali orientali e talvolta viene associata solo a queste ed in particolare alle arti marziali giapponesi e cinesi.
Oggi, le arti marziali vengono studiate per varie ragioni: ottenere abilità di combattimento, autodifesa, sport, salute fisica, autocontrollo, meditazione, acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti.
Visione d'insieme
Esiste una grande varietà di arti marziali sviluppatesi in luoghi e periodi molto diversi tra loro. In generale, esse condividono un obbiettivo comune: sconfiggere fisicamente una persona, o difendersi da un'aggressione fisica. In molte arti marziali, l'apprendimento va al di là dell'abilità di combattimento, includendo l'accrescimento delle capacità fisiche, mentali e spirituali.
Una caratteristica comune delle arti marziali è la codifica di tecniche di combattimento. Un metodo tradizionale di insegnamento, soprattutto nelle arti marziali dell'Asia orientale, è la "forma" (in cinese: lu 路, in giapponese: kata 型). Questa è una sequenza di tecniche prestabilite da eseguire contro uno o più avversari immaginari; in alcune discipline sono presenti forme in cui due o più praticanti si affrontano.
In generale, nei vari sistemi di combattimento si utilizzano una o più delle sequenti tecniche: tecniche di mano (pugni, mano aperta, gomiti), tecniche di gamba (calci, ginocchia), prese, proiezioni, leve articolari, pressione su punti vitali, armi. Alcune arti marziali uniscono conoscenze mediche a quelle di combattimento, in particolare le arti marziali tradizionali cinesi insegnano anche alcuni aspetti della medicina tradizionale cinese come il qigong, l'agopuntura e l'agopressione.
Storia e diffusione
La storia delle arti marziali di tutto il mondo è complessa. Molti gruppi di persone hanno avuto bisogno di difendersi in qualche momento e hanno per questo sviluppato tecniche di combattimento. Sebbene queste tecniche di combattimento si siano rivelate col tempo obsolete, soprattutto con l'avvento delle armi da fuoco, le arti marziali sono sopravvissute. Questo è in parte dovuto all'importanza culturale che le arti marziali hanno rivestito in determinate aree, e in parte alle loro funzioni di ginnastica e allenamento fisico e mentale; altri motivi sono l'applicazione sportiva che alcune di queste hanno assunto col tempo, e l'utilizzo che ne viene fatto nell'addestramento militare di alcuni paesi.
Arti marziali in Asia
La scarsa presenza di fonti storiche riguardanti le arti marziali in Asia non ci permette di stabilire con esattezza la nascita e l'evoluzione di queste arti. Si sa però che la maggior parte di esse deriva per lo più da alcune tecniche di lotta della Cina del nord sviluppatesi durante la dinastia Zhou (11°-3° secolo a. C.). Da queste prese forma una serie di tecniche di combattimento che già allora erano considerate un'arte e che durante la dinastia Han (206 a. C. - 220 d. C.) venivano chiamate Chi Ch'iao, che significa "abilità e talento", o Shou Po, ossia "mano che colpisce a pugno".
Le tecniche di lotta diffuse in Cina entrarono in contatto con i princi filosofici del buddismo Chan intorno al VI secolo dopo Cristo; questo incontro si fa tradizionalmente risalire all'arrivo del leggendario monaco Bodhidharma nel tempio di Shaolin, anche se questo avvenimento si confonde con la leggenda. I principi filosofici del buddismo influenzarono moltissimo le arti marziali in Cina e in Giappone, elevandole da semplici metodi di combattimento, ad arti per la ricerca della perfezione fisica e spirituale. Con la successiva diffusione di queste elaborate arti marziali per tutta la Cina, avvenne una gran differenziazione dovuta all'incontro con altre filosofie come il Taoismo e il Confucianesimo e alle condizioni geografiche in cui andarono a svilupparsi. Fu forte l'influenza che queste arti marziali proveniente dalla Cina ebbero sulle nascenti arti marziali nel resto dell'Asia.
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Lo specchio dell'anima perduta nell'immenso oblio che riflette il rapporto peculiare tra l
Lo specchio dell'anima perduta nell'immenso oblio che riflette il rapporto peculiare tra la regione e la condanna esistenziale all'interno di un contesto che solo il subconscio dell'intelletto riesce a percepire...
L'occhio è l'organo esterno del senso della vista.
Fa parte dell'apparato visivo, è assai complesso e di straordinaria importanza: è il principale mezzo di conoscenza del mondo esterno (già Aristotele affermava che la vista è il senso più importante di tutti).
Anatomia
Anatomia animale
Insetti e crostacei
Negli insetti e nei crostacei gli occhi sono composti, in quanto costituiti da più occhi semplici o ommatidi. Quando il pigmento isola tra loro i singoli ommatidi, ogni retinula è impressionata soltanto dai raggi di luce che giungono a colpirla direttamente attraverso la cornea dell'ommatidio, raccogliendo una limitata porzione dell'immagine. L'immagine completa si ottiene dal mosaico creato da ogni singolo occhio, si ha così una visione per apposizione. Quando manca il pigmento, i raggi emanati da ciascun punto dell'oggetto stimolano le retinule di più ommatidi e ciascuna di queste raccoglie i raggi provenienti da più punti, in questo caso si ottiene una maggiore fusione delle singole immagini: si ha una visione per sovrapposizione.
Anatomia umana Occhio umano
Gli occhi sono pari e simmetrici, posizionati nelle due cavità orbitarie del cranio (testa).
L'occhio è costituito da: * bulbo oculare o occhio propriamente detto * una serie di organi accessori o gli annessi o l'apparato muscolare estrinseco
L'apparato muscolare estrinseco ha il compito principale di coordinare il movimento dei due bulbi oculari, che deve essere sincrono nei due occhi.
Collegato all'occhio si riconosce un apparato lacrimale, che svolge attività meccaniche e attività protettive.
Occhio esterno Occhio umano esterno
Rovesciando le palpebre, si potrà vedere uno spazio delimitato dalla congiuntiva, al punto di riflessione di questa membrana si trova il fornice congiuntivale. A livello della commessura mediale si potranno rilevare i condotti lacrimali.
Tramite palpazione si possono ottenere alcuni elementi peculiari dell'occhio: il grado di consistenza del bulbo, la motilità, il grado di tensione, ecc.
Il bulbo oculare Bulbo oculare umano
Il bulbo o globo oculare ha una forma sferoidale, nella quale si riconosce un polo anteriore ed uno posteriore. A livello del polo posteriore si diparte il nervo ottico da un'area molto limitata da una fitta corona di altre emergenze nervose, che costituiscono i fasci più esterni di questo nervo.
Sezionando il bulbo lungo l'asse antero posteriore, si potrà vedere come esso sia suddiviso in due camere, una anteriore e una posteriore, seguite dal corpo vitreo e nel fondo da una serie di membrane, presenti anche ai lati. La camera anteriore è delimitata verso l'esterno dalla cornea, caratteristicamente trasparente, mentre posteriormente è limitata dal cristallino (lente biconvessa) e dalle estroflessioni della corona ciliare. La camera posteriore è di dimensioni più piccole, ed è compresa tra l'iride e le formazioni che vincolano il cristallino alla corona ciliare. Posteriormente si trova il corpo vitreo (o umor vitreo) del bulbo, che costituisce il più vasto mezzo diottrico del bulbo, senza alcuna importanza in relazione alla convergenza. Le membrane che avvolgono il bulbo sono: * la retina o superficie altamente differenziata , che contiene le cellule primarie della sensibilità alla luce, i coni e i bastoncelli * la coroide o uvea, superficie devoluta essenzialmente all'irrigazione vasale del bulbo * la sclera o sclerotica, che compare anche all'esame esterno dell'occhio, di colore biancastro costante su tutta la superficie dell'occhio, nei suoi 5/6 di superficie disponibile; è di natura fibrosa.
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Animazione in grafica 3d ispirata al celebre film di James Cameron "Terminator 2".
Te
Animazione in grafica 3d ispirata al celebre film di James Cameron "Terminator 2".
Terminator 2: Il giorno del giudizio è un film di fantascienza del 1991 diretto da James Cameron.
Arnold Schwarzenegger torna a vestire i panni di Terminator, stavolta riprogrammato per proteggere John Connor da un altro cyborg. È il secondo film del fortunato ciclo di quattro pellicole ad essere diretto da James Cameron.
Trama:
Los Angeles, 1994.
Sono trascorsi dieci anni dai fatti di sangue causati dalla caccia del Terminator alla madre di John Connor. Sarah Connor è rinchiusa in un manicomio criminale da quando, dopo la nascita del figlio John, ha tentato di far esplodere una fabbrica di computer e di armamenti militari destinati al progetto riguardante il supersistema informatico Skynet. Tutti quanti la ritengono una psicotica, in quanto parla di continuo della fine del mondo che avverrà, secondo quanto narrato dal defunto fidanzato Kyle Reese, il 29 agosto 1997.
Il figlio di Sarah, John, è ora un ragazzo sbandato, noto alla polizia per piccoli atti di delinquenza, in affido presso una famiglia normale di Los Angeles.
Dal futuro giunge un Terminator, un modello T-800, identico a quello inviato dieci anni prima per uccidere Sarah, con l' incarico di proteggere il giovane John da un altro Terminator, un T-1000, un modello moderno composto di metallo liquido e capace di assumere le sembianze di chiunque o di qualsiasi oggetto di massa analoga, oltre che modellare parti del proprio corpo in armi da taglio (le armi con ingranaggi o componenti chimiche, come pistole e bombe, infatti non possono essere riprodotte)
Il T-800 rintraccia John presso una sala giochi multimediale, salvandolo dal T-1000 cammuffato da poliziotto. Dopo una rocambolesca fuga, il Terminator spiega a John la situazione: il John Connor del 2029 compierà un' incursione in una base dei cyborg di Skynet e lo riprogrammerà perché svolga il compito del difensore di sé stesso nel 1994 dal T-1000, il quale può assumere qualsiasi sembianza.
Temendo per la vita della propria madre, Connor ordina al T-800,obbligato ad ubbidire ai suoi ordini, di recarsi al manicomio criminale in cui è rinchiusa, e la raggiungono proprio mentre lei sta progettando un'evasione. Prevedendo questa mossa, il T-1000 li raggiunge e tenta di ucciderli tutti e tre. Scappati a bordo di un'auto rubata, essi viaggiano per il deserto della California, dove intendono raggiungere un vecchio amico di Sarah, un contrabbandiere di armi pesanti di nome Enrique Salceda.
Durante il tragitto, Sarah si fa dare dal Terminator un insieme di informazioni storiche sui fatti del 1997 che porteranno allo scoppio della guerra nucleare. Il cyborg le svela che l'uomo più direttamente responsabile si chiama Myles Dyson, il direttore della Cyberdyne Sistem, il quale, dieci anni prima, rinvenne i rottami del primo Terminator, da cui sono partite le ricerche per lo sviluppo di un esercito di Terminator, lo stesso che nel futuro daranno battaglia all'umanità, nonché alle ricerche che negli anni novanta stanno portando alla creazione di Skynet su commissione del governo degli Stati Uniti.
Decisa a cambiare la storia, Sarah scappa di nascosto con l'intento di uccidere Dyson prima che le ricerche abbiano conclusione. John e il T-800 la fermano in tempo, e mettono Dyson al corrente di ciò che le sue ricerche causeranno al mondo nel giro dei prossimi anni.
Nella notte, i quattro raggiungono la Cyberdyne System, facendo esplodere l'intera struttura e portandosi via i rottami del primo Terminator, ma l'intervento dell'esercito, e del T-1000, complica loro le cose. Miles Dyson muore durante l'esplosione del suo stesso centro di ricerca.
Riusciti a fuggire, i tre si rintanano in una fonderia, dove affrontano il cyborg formato da una lega cosiddetta polimetallico-mimetica, che per poco non elimina il T-800. Proprio mentre il T-1000 sembra avere il sopravvento, l'obsoleto T-800 riesce a farlo cadere in una vasca di acciaio liquido.
Anche il T-800, insieme ai rottami sottratti alla Cyberdine System, incapace di auto-terminarsi, si fa calare nella vasca di acciaio fuso: è infatti importante che ogni campione di tecnologia cibernetica e informatica venga distrutta, altrimenti non vi sarà speranza di cambiare gli eventi apocalittici del 1997. Questa parte è molto struggente poiché John Connor piange per la morte del Terminator.
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