Ghiacciaio di Prè de Bar, Massiccio delle Les Grandes Jorasses, Val Ferret, Courmayeur, Va
Ghiacciaio di Prè de Bar, Massiccio delle Les Grandes Jorasses, Val Ferret, Courmayeur, Valle d'Aosta, Italia ------------------------------------------ La sua estensione misura circa 340 ettari. È contornato da importanti vette: Aiguille de Triolet (3.874 m), Punta de Pré de Bar (3.659 m), Mont Dolent (3.819 m) e Il Mont Grapillon (3.576 m). Le sue caratteristiche principali sono: lunghezza 3,9 km. circa, larghezza massima 1,5 km. circa, esposizione sud-est, quota massima 3750 metri circa, quota minima 2150 metri. -------------------------------------------- Un contatto un pò più ravvicinato del solito, con la spettacolare lingua ghiacciata, che si riversa con una cascata di seracchi, nel vallone pieno di detriti morenici, e ancora di moltissima neve .
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Chi soggiorna a Verrès non gode forse della tranquillità che regna negli altri centri, ma
Chi soggiorna a Verrès non gode forse della tranquillità che regna negli altri centri, ma si sente sicuramente più partecipe della storia di queste terre. Fondata dai Salassi divenne nei secoli XI e XII feudo dei Vescovi di Aosta e signoria delle famiglie De Verretis, De Turriglia e Alexini. Successivamente, nel 1360, venne ceduta dai Savoia a Ibleto di Challant. Testimonianza di questo sfarzoso passato sono il castello, la Collegiata alla quale è dedicato il video ed il complesso La Murasse. Il nucleo architettonico della Collegiata di Saint-Gilles è situato all'imbocco della Val d'Ayas ; la costruzione si riporta approssimativamente intorno all'anno 1000, ma comprende anche strutture realizzate successivamente fino al XVIII secolo. Particolare interesse desta la trifora dell'antica cappella di Ibleto di Challant nella parete di fondo: si tratta della più splendida finestra in pietra di tutta l'architettura gotica in Valle d'Aosta. All'interno furono deposte le spoglie di diverse personalità della stirpe degli Challant. Oggi ospita concerti di musica religiosa e classica.
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Aosta :chiesa di sant'Orso, Priorato rinascimentale, campanile, chiostro, coro.
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Aosta, pomposamente definita "la Roma delle Alpi", è stata fondata dai Romani nel 25 a.C.,
Aosta, pomposamente definita "la Roma delle Alpi", è stata fondata dai Romani nel 25 a.C., all'inizio dell'età augustea, col nome di Augusta Praetoria.Della antica città Aosta conserva numerosissimi monumenti, alcuni dei quali ho illustrato nel video: La Porta Pretoria, il Teatro ( all'epoca era coperto)e del quale non ho fotografato la facciata principale perchè ancora sottoposta a importanti restauri. L'arco di Augusto, e il Ponte romano, sopra il quale passava la via delle Gallie. L'anfiteatro romano a due piani, attualmente all'interno del monastero di Santa Caterina, dove sono osservabili ancora otto arcate e che poteva contenere circa 20.000 spettatori.
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Il Ghiacciaio del Miage scende dal Monte Bianco, nell'alta Val Veny, ed è il più grande gh
Il Ghiacciaio del Miage scende dal Monte Bianco, nell'alta Val Veny, ed è il più grande ghiacciaio valdostano. È lungo più di 10 Km e si estende per 1100 ettari. Ai piedi del ghiacciaio del Miage si trova un piccolo laghetto glaciale. E' questo uno dei pochi punti in Italia dove si possa osservare direttamente il fenomeno del calving con distacco di icebergs, anche di grandi dimensioni, che ricadono poi nel lago sollevando onde di varia entità. Il Ghiacciaio del Miage non costituisce un unicum sulle Alpi italiane solo per questo fenomeno, ma è anche uno splendido esempio di ghiacciaio nero o debris covered glacier, ovvero è uno di quegli apparati glaciali la cui superficie è in gran parte coperta da una coltre detritica, il cui spessore è compreso tra i pochi cm e poco meno di un metro. Questa copertura, dovuta a fenomeni di erosione dei versanti rocciosi, consente la conservazione del ghiaccio sottostante fino a quote relativamente basse.
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ita/eng Castello D'Albertis domina la città di Genova affacciandosi sul porto dalla colli
ita/eng Castello D'Albertis domina la città di Genova affacciandosi sul porto dalla collina di Montegalletto. Ideato dal Capitano Enrico Alberto D'Albertis con il gusto del collage architettonico e del revival neogotico, è stato eretto su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e il 1892 con la supervisione di Alfredo D'Andrade. Alla sua morte (1932) il capitano dona il castello e le sue collezioni alla città di Genova, restituendole non solo la dimora da lui stesso fantasiosamente arricchita di rimandi esotici, neogotici ed ispano-moreschi, ma anche un pezzo della storia di Genova: un bastione della cinta muraria cinquecentesca contenente i resti basamentali di una torre della precedente cinta medievale, su cui poggia la costruzione del castello stesso. Fu, il Castello, la sua casa e il suo museo, il coronamento e la sintesi della sua vita intensa, della sua cultura, della sua versatilità di collezionista, nonché una testimonianza di mezzo secolo di vita genovese. Ma fu anche espressione della sua devozione a Colombo, al quale dedicò numerose opere d'arte.
Tra le tante, forse la più eclatante è una celeberrima delicata statua che rappresenta Colombo ragazzo, ( NEL VIDEO a minuto 3:23), seduto su una bitta, le gambe accavallate, un libro in grembo, lo sguardo assorto rivolto verso ponente, certo a simboleggiare il suo destino. E' un capolavoro di Giulio Monteverde (1837-1917), presentato all'Esposizione Universale di Vienna nel 1873, e poi definitivamente collocato nella piccola loggia al secondo piano del Castello, volta verso mare. ( dello stesso scultore il famoso "angelo ambiguo" della tomba Oneto, al Cimitero Monumentale di Staglieno__mio video: DISTACCHI). ------------------------------------ the Ethnographic Museum housed in the d'Albertis Castle, named after the Captain d'Albertis whose residence it once was. The castle is part of the Sea and Adventure Museums Cluster. It was designed in Gothic revival style by Captain Enrico Alberto D'Albertis (1846-1932), a seafarer and who also studied nautical science, geography and natural science. It was erected in the late 19th century on the remains of 16th century defensive works. The structure of the castle, in itself a fascinating example of the Gothic revival tastes of the time, will be enhanced by returning the ethnographic and archaeological material collected by Captain d'Albertis on his journeys to America, Africa, Oceania and Asia to their natural home ===Other ==== Per approfondire : www.castellodalbertisgenova.it/
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Con la sua caratteristica skyline che ancor oggi per chi proviene dal mare la fa apparire
Con la sua caratteristica skyline che ancor oggi per chi proviene dal mare la fa apparire come una insormontabile fortezza, contraddistinta com'è dalla sua fitta rete di fortificazioni collinari su ampie mura che in antiche epoche belliche l'hanno resa inespugnabile sia agli attacchi dal mare quanto da quelli via terra, Genova non poteva rinunciare, specialmente a partire dagli anni sessanta, ad un proprio rinnovamento e ammodernamento. Genova è quindi diventata da qualche decennio una sorta di capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve principalmente all'opera all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni sessanta si è occupato della ristrutturaione di alcune fra le più conosciute città del mondo. Soprattutto per chi transita per il centro di Genova lungo la strada sopraelevata, magari per imbarcarsi al vicino terminal traghetti, è visibile nelle vicinanze del porto antico il cosiddetto Matitone, controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, che affianca il gruppo di torri del WTC, cuore del complesso edilizio di San Benigno, oggi sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende. La parte iniziale del video è quasi interamente dedicata alle avvenieristiche costruzioni della Corte Lambruschini, vicino alla zona della Stazione Brignole, progettate dall'Arch. Gambacciani e che ospita tra l'altro, anche il Teatro della Corte, sede del Teatro Stabile di Genova.
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La Chiesa di San Matteo, che i Doria fecero costruire come propria cappella gentilizia, si
La Chiesa di San Matteo, che i Doria fecero costruire come propria cappella gentilizia, si affaccia sulla piccola piazza omonima, alla quale fanno da corona i palazzi della famiglia. La facciata a bande orizzontali bicrome (marmo bianco di Carrara e pietra nera di Promontorio) si armonizza con quelle degli edifici circostanti creando un quadro di grande suggestione. La chiesa venne fondata nel 1125, da Martino Doria, distrutta nel 1278, nel momento in cui i Doria decisero di rinnovare l'edificio arretrandolo, ed aumentandone le dimensioni. Della seconda costruzione rimane quasi intatta la facciata, a strisce bianche e nere, sulla quale vennero incise le gesta gloriose della famiglia Doria. L'edificio mantiene, nonostante i rifacimenti cinquecenteschi, il tradizionale impianto basilicale a tre navate. All'incrocio tra le navate ed il transetto si eleva una cupola ottagonale impostata su un piccolo tamburo con finestre. Tra il 1543 e il 1559 Andrea Doria commissionò a Giovanni Angelo Montorsoli (1507-1563) la ristrutturazione del presbiterio con la costruzione della cripta sottostante, a Giovan Battista Castello, detto il Bergamasco (1557-1629). il completamento del rifacimento del resto dell'edificio religioso. Le volte sono affrescate da importanti pittori, tra cui si cita Luca Cambiaso (1527-1585). La chiesa custodisce molti sepolcri di Dogi della Repubblica di Genova, tra cui Andrea Doria (1466/-1560). Annesso alla chiesa e comunicante per mezzo di un'arcata sorse, nel 1308, il chiostro di San Matteo, di forma quadrangolare, composto da colonne binate, che sorreggono archi a sesto acuto; al suo interno si trovano lapidi ed un'arca in marmo appartenenti alla famiglia Doria.
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Nello specchio acqueo a ridosso di Via Gramsci, oppresso dal mondo variopinto dell'Acquar
Nello specchio acqueo a ridosso di Via Gramsci, oppresso dal mondo variopinto dell'Acquario ed il Porto, sono ormeggiati vecchi pescherecci che riforniscono, il mercato genovese . Una parte del pescato viene direttamente venduto sui moli, dove le cassette, piene di pesce guizzante, vengono poste in bella mostra al rientro delle barche, per essere acquistati dai genovesi che arrivano qui da ogni parte .E' un'immagine tipica di molti piccoli borghi marinari ma insolita per una grande città come Genova. ------------- Il Porto di Genova Sbocco naturale al mare delle regioni maggiormente industrializzate del nord Italia, e situato in posizione strategica verso hinterland economico e commerciale europeo, il porto di Genova ha una storia ed una tradizione antichissime.
Si sviluppa, partendo da levante verso ponente, dal bacino delle Grazie (l'area ove sorgono i cantieri e le officine delle riparazioni navali), poco distante dal quartiere fieristico della Foce e dal porticciolo turistico Duca degli Abruzzi, fino ai moderni terminal per la movimentazione delle merci varie poco discosti dalla Lanterna. Lo scalo - che ha il suo naturale completamento nel porto petroli di Multedo, vicino a Pegli, e nel terminal container di Voltri - comprende al suo interno, lungo i circa sei chilometri di strada sopraelevata che definiscono anche visivamente il cosiddetto waterfront, includono l'area del rinnovato porto antico. Nel tratto di costa fra Cornigliano e Sestri Ponente alcuni moli sono riservati ai cantieri di costruzioni di nuove imbarcazioni della Fincantieri.
In sostanza il porto di Genova restituisce alla città un valore simbolico aggiunto che va oltre il significato strettamente funzionale: il porto è infatti la città stessa e ne costituisce buona parte della sua storia. ------------------------------------- Genova, vista dal mare ( qui se ne vede solo una piccola parte), si offre in tutta la sua maestosità, adagiata sulla riva e, come uno splendido anfiteatro, espandersi sulle colline, in uno scenario davvero unico.
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